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IMMIGRATI: VATICANO, DIFFICILI VISITE IN CIE O PRIGIONI

3 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Tra le questioni che piu’ preoccupano il Vaticano sul versante del contrasto all’immigrazione clandestina e’ quello dell’accesso a prigioni o Centri di detenzione anche da parte dei sacerdoti. A farne cenno e’ stato stamane il segretario del Pontificio Consiglio dei migranti e itineranti, mons. Agostino Marchetto nel corso di una conferenza stampa di presentazione dei lavori del prossimo Congresso mondiale della pastorale dei migranti che si svolgera’ in Vaticano dal 9 al 12 novembre prossimi. Marchetto ha posto le prigioni e i Cie e, piu’ in generale i ”campi dove avvengono le identificazioni e le espulsioni”, come luoghi dove la Chiesa si sente piu’ impegnata nel suo apostolato lamentando, pero’, che oggi ”e’ molto difficile farlo” e chiedendo alle autorita’ statali che ‘’si lasci la possibilita’ ai pastori di visitare questi luoghi”. Non e’ un caso che proprio al tema della cura pastorale ” dei migranti e rifugiati in carcere e nei campi di detenzione” verra’ dedicata una apposita sessione di lavori del convegno. Dal canto suo, il presidente dell’organismo vaticano che si occupa di immigrazione, mons. Antonio Maria Veglio’ ha notato come ancora il mondo, anche affrontando temi come quello delle migrazioni, e’ ben lontano dall’aver creato ”l’agognato ordine sociale giusto e umano” mentre si e’ ancora ”prigionieri dell’incubo della guerra, nelle sue diverse forme, della fame, della stagnazione economica, delle varie minacce alla salute e alla liberta”’. Questo mentre ”la globalizzazione ha creato un nuovo mercato del lavoro e di conseguenza ha spinto molti ad emigrare, anche per fuggire da poverta’, miseria, catastrofi naturali e conflitti locali ed internazionali”. La Chiesa, ha concluso mons. Viglio’, ”e’ vicina ai migranti, specialmente alle vittime del traffico degli esseri umani, ai rifugiati, ai richiedenti asilo e alle persone che soffrono i drammi della mobilita”’. Una Chiesa che ”e’ chiamata a difendere la loro causa nei diversi contesti, anche collaborando a promuovere adeguate normative, a livello locale e internazionale, che favoriscano la buona integrazione”.

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Presentato il sesto Congresso mondiale della Pastorale per i migranti. Mons. Vegliò: il fenomeno migratorio “vera e propria questione etica”

3 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Nella Sala Stampa della Santa Sede è stato presentato stamani il sesto Congresso mondiale della pastorale per i migranti e rifugiati, previsto in Vaticano dal 9 al 12 novembre prossimi, e incentrato sul tema: “Una risposta pastorale al fenomeno migratorio nell’era della globalizzazione”, a cinque anni dalla Erga migrantes caritas Christi. Sono intervenuti alla conferenza stampa mons. Antonio Maria Vegliò e mons. Agostino Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

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http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=331520

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CORSI GRATIS PER IMMIGRATI

2 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Gli immigrati si stanno rivelando un aiuto insostituibile per le famiglie italiane, oltre che una risorsa indispensabile sia per la crescita della popolazione sia per le imprese del nostro Paese. Le attività di Enaip Piemonte in materia di Immigrazione e Formazione Interculturale intendono porsi l’obiettivo di elaborare strategie progettuali che permettano alle comunità locali di relazionarsi in maniera consapevole, aperta e dialogica con il fenomeno migratorio, contribuendo alla formazione di un futuro multiculturale, basato sulla valorizzazione delle differenze in un contesto di civile e pacifica convivenza. A questo fine il centro Enaip di Biella, in stretta collaborazione con il contesto produttivo locale eroga due percorsi formativi per immigrati, con obbligo scolastico assolto. I corsi gratuiti, finanziati dalla Provincia di Biella, prevedono formazione linguistica, formazione tecnica e socio-economica ed un accompagnamento all’inserimento lavorativo.

ADDETTO AI SERVIZI DELLA DISTRIBUZIONE (400 ore di cui 200 di stage)

L’addetto del servizio di distribuzione pasti e bevande è in grado di provvedere alla gestione ed organizzazione di tale servizio, utilizzando attrezzature e tecniche adeguate e predisponendo lo spazio per la ristorazione. La figura professionale può trovare occupazione in mense aziendali, scolastiche ed ospedaliere, nei self service, nelle strutture alberghiere, nei servizi catering e nei centri di preparazione e cottura.
Il corso rilascia una Qualifica Professionale valida per l’inserimento lavorativo, comprensiva di allegato contenente l’indicazione delle competenze acquisite.

ADDETTO BANCO BAR E TAVOLA FREDDA (400 ore di cui 200 di stage)

Il percorso intende definire un profilo professionale che sia in grado di svolgere i diversi tipi di servizio in un ristorante o in un bar:
- accoglienza e assistenza clienti / consigli sul menù
- preparazione di piatti base e organizzazione di un menù semplice;
- preparazione di cocktail e bevande;
- uso delle attrezzature e dei materiali presenti in bar e ristoranti;
- conoscenza e applicazione delle norme igieniche e antinfortunistiche relative ai cibi e all’ambiente di lavoro.
L’addetto banco bar e tavola fredda potrà trovare collocazione in tutti i tipi di aziende che abbiano una funzione di ristorazione e/o bar (grandi alberghi, imprese di ristorazione collettiva o imprese di catering, ristoranti, bar, pub) .
Il corso rilascia una Qualifica Professionale valida per l’inserimento lavorativo, comprensiva di allegato contenente l’indicazione delle competenze acquisite.

Informazioni e iscrizioni: presso Enaip Biella, Strada Campagnè 7/A, tel. 015 84 97874.

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Immigrazione, clandestini in Italia gran lavoratori e più istruiti di noi

2 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Superlavoratori e con tassi di scolarizzazione pari agli italiani. Questo è il ritratto degli immigrati irregolari che esce dal secondo rapporto dell’associazione di assistenza socio-sanitaria milanese Naga che ha analizzato i dati di oltre 47.500 suoi utenti dal 2000 al 2008. La ricerca, realizzata in collaborazione con Carlo Devillanova dell’Università Bocconi, Francesco Fasani dell’University College London e Tommaso Frattini dell’Università degli Studi di Milano, rivela che il tasso medio di occupazione dei clandestini è del 62%. Le donne sono prevalentemente impiegate nell’assistenza agli anziani e nelle pulizie domestiche, per gli uomini il settore più ricettivo è quello dell’edilizia. Il dato sull’occupazione sale al 76% dopo tre anni di permanenza in Italia, ben più alto della media italiana (59%) e lombarda (71%). I più ‘stakanovisti’ risultano essere ucraini, boliviani e peruviani, dato che emerge sia in ambito maschile che femminile. Dal punto di vista dell’istruzione, circa il 10% ha un livello universitario e oltre il 50% ha frequentato almeno le scuole superiori. Infine, il tempo medio di permanenza in Italia è “notevolmente aumentato”, spiegano dal Naga: nel 2003 il 53% era in Italia da meno di un anno, mentre nel 2008 sono meno del 25%, contro un 30% che è qui da almeno quattro anni.

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Caritas-Migrantes: nel Lazio gli immigrati residenti sono 450.151

2 Novembre 2009 · Lascia un Commento

ROMA – Non sono persone dal tasso di delinquenza più alto, non stanno dando luogo ad una invasione di carattere religioso, non consumano risorse pubbliche più di quanto versino con tasse e contributi, non sono disaffezionati al Paese che li ha accolti e, al contrario, sono un efficace ammortizzatore demografico e occupazionale. È quanto emerge dal 19° Dossier Statistico 2009 sull’Immigrazione redatto da Caritas-Migrantes, che fotografa la presenza di cittadini stranieri nel nostro paese. L’Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di presenze di immigrati: siamo sulla scia della Spagna (oltre 5 milioni) e non tanto distanti dalla Germania (circa 7 milioni).

BOOM A LATINA – Nel lazio sono 450.151 gli immigrati residenti, con un incidenza dell’11,6% a livello nazionale. Nel 2008 il numero ha registrato un incremento del 15.1% rispetto al 2007. Meno della Lombardia, con 904.814 stranieri residenti a fine 2008 (23,3% a livello nazionale) e del Veneto, con 454.453 (11,7%). Si conferma una tendenza degli ultimi anni: si sgonfia l’incidenza percentuale degli stranieri nella provincia di Roma a vantaggio delle altre province. Nella Capitale soggiorna l’81,4% degli stranieri presenti in regione, salgono le incidenze di Latina con 30.892 stranieri (pari al 6,9%), di Viterbo con 23.843 (5,3%), di Frosinone con 19.144 (4,3%) e chiude Rieti con 9.912 stranieri (2,2%). Alla fine del 2008 la regione ha dunque realizzato un balzo in avanti per numero di presenze, rispetto al 2007, di 15,1 punti percentuali. Più vistosa è la crescita di Latina con +30,2%; seguono Rieti (+18,9%), Viterbo (+16,9%), Frosinone (+15,0%) e Roma (+ 13,8%). Tra gli stranieri il 53.4% (pari a 240.347 residenti) è di sesso femminile, una percentuale media ben al di sopra di quella nazionale (50.8% di presenze femminili). La provincia più «rosa» in quanto a presenza di stranieri residenti è Rieti (54.6%) seguita da Roma (53.8%), Frosinone (52.3%), Viterbo (51.9%) mentre la sola Latina registra una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (49.9%).
BOOM A LATINA – Nel lazio sono 450.151 gli immigrati residenti, con un incidenza dell’11,6% a livello nazionale. Nel 2008 il numero ha registrato un incremento del 15.1% rispetto al 2007. Meno della Lombardia, con 904.814 stranieri residenti a fine 2008 (23,3% a livello nazionale) e del Veneto, con 454.453 (11,7%). Si conferma una tendenza degli ultimi anni: si sgonfia l’incidenza percentuale degli stranieri nella provincia di Roma a vantaggio delle altre province. Nella Capitale soggiorna l’81,4% degli stranieri presenti in regione, salgono le incidenze di Latina con 30.892 stranieri (pari al 6,9%), di Viterbo con 23.843 (5,3%), di Frosinone con 19.144 (4,3%) e chiude Rieti con 9.912 stranieri (2,2%). Alla fine del 2008 la regione ha dunque realizzato un balzo in avanti per numero di presenze, rispetto al 2007, di 15,1 punti percentuali. Più vistosa è la crescita di Latina con +30,2%; seguono Rieti (+18,9%), Viterbo (+16,9%), Frosinone (+15,0%) e Roma (+ 13,8%). Tra gli stranieri il 53.4% (pari a 240.347 residenti) è di sesso femminile, una percentuale media ben al di sopra di quella nazionale (50.8% di presenze femminili). La provincia più «rosa» in quanto a presenza di stranieri residenti è Rieti (54.6%) seguita da Roma (53.8%), Frosinone (52.3%), Viterbo (51.9%) mentre la sola Latina registra una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale (49.9%).

ALUNNI – Il Lazio è al quarto posto nazionale per numero di alunni stranieri iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado. Nella nostra regione ci sono 61.549 studenti stranieri pari al 7.5% del totale regionale. Questo significa che uno studente su 13 non è di nazionalità italiana. La regione si conferma al terzo posto per iscrizioni nelle scuole superiori di II grado con quasi 14.200 iscritti stranieri, superata solo da Lombardia e Emilia Romagna. A livello provinciale in regione prevale ovviamente Roma con 48.648 alunni non italiani (79% del totale laziale) seguita da Latina (4.583 e 7.5%), da Viterbo (3.514 e 5.7%), da Frosinone (3.182 e 5.2%) e Rieti (1.622 e 2.6%). A livello di nazionalità degli studenti stranieri nel Lazio il primato spetta alla Romania con il 37.2% degli alunni di cittadinanza estera: seguono Albania (6.3%), Filippine (6%), Polonia (4.5%), Perù (3.6%), Ucraina (2.9%) e Cina (2.8%). Una panoramica nazionale mostra che la provincia di Roma è seconda solo a quella di Milano (57.999 alunni stranieri), ma supera di molto le province di altre grandi città del Nord come Torino (30.338), Brescia (26.101) e Bergamo (18.151). Per percentuale di stranieri rispetto al totale degli scolari prevale invece, nel Lazio, la provincia di Viterbo, con un’incidenza dell’8,4%, dato che risalta anche rispetto alla media nazionale (7,0%). Superano tale media le province di Roma (8,2%) e Rieti (7,3%), mentre si pongono al di sotto Latina e Frosinone (rispettivamente con il 5,3% e 4,2%). Un altro indicatore degno di attenzione è l’incidenza degli alunni rispetto agli stranieri residenti, poiché offre spunti di riflessione sull’andamento dei ricongiungimenti e sulla stabilizzazione delle presenze. Rispetto ad una media nazionale del 16,2%, compiono il sorpasso Frosinone e Rieti, con il 16,6% e il 16,4%, mentre restano al di sotto Latina (14,8%), Viterbo (14,7%) e, significativamente ultima, Roma con appena il 13,3%.

SECONDE GENERAZIONI – Per la prima volta, sottolinea il Dossier Caritas, il Ministero della Pubblica Istruzione ha fornito, oltre ai numeri relativi agli alunni stranieri, la quota di quanti, tra costoro, sono nati in Italia. Si tratta di un dato utile ad analizzare, da un punto di vista quantitativo, la situazione delle seconde generazioni, permettendo il confronto, anno per anno, di elementi interessanti come la dispersione scolastica, gli esiti, i titoli di studio conseguiti. Non stupisce che a Roma, tra i primi grandi poli del fenomeno migratorio in Italia, i 17.879 alunni stranieri nati in Italia rappresentino il 36,8% del totale degli scolari non italiani. Ciò vuol dire che nella capitale oltre un alunno straniero su tre è nato nel nostro paese. Del resto, che l’immigrazione italiana sia ormai caratterizzata da una chiara propensione all’inserimento stabile è confermato anche dalla media nazionale, con un’incidenza percentuale degli alunni stranieri nati in Italia (233.051 ragazzi) pari al 37,1% sul totale degli scolari non italiani. La provenienza geografica mostra una massiccia presenza di europei (62,6%), tra i quali i nuovi 12 paesi UE detengono da soli una fetta preponderante (43,3%), e meno nordafricani (6,3%). Riguardo alle singole nazionalità, nel Lazio solo la Romania conta il 37,2% degli alunni di cittadinanza estera; seguono ad una certa distanza Albania (6,3%), Filippine (6,0%), Polonia (4,5%), Perù (3,6%), Ucraina (2,9%) e Cina (2,8%). A Frosinone, forte percentuale di alunni marocchini pari all’11,4%, a Latina, gli indiani sono il 10,0%, mentre a Rieti i macedoni raggiungono l’11,5%.

IMPRESE – Il Lazio è la quinta regione italiana con il maggior numero di imprese costituite da titolari stranieri. Al 31 maggio 2009 sono 19.888 le imprese, pari al 10.5% del totale (1 su 10) quelle gestite da imprenditori stranieri. Nell’ultimo triennio il Lazio ha fatto misurare un trend di crescita del 63.2% contro una media nazionale del 43.1% . Riguardo ai settori lavorativi è il commercio a vedere il maggior numero di imprenditori stranieri. A livello provinciale la Capitale, con le sue 15.490 aziende con titolare straniero ne detiene il 9.4% del totale nazionale. La nazionalità con maggiore vocazione imprenditoriale è soprattutto quella rumena con 4.496 casi pari al 22.6% del totale regionale; seguono il Bangladesh con 2.187 imprese (14.2%), il Marocco con 2.046 (10.3%), la Cina con 1.902 (9.6%) e l’Egitto con 1.020 (5.1%).

RELIGIONE – Il 34.7% degli stranieri residenti nel Lazio è di religione cristiana ortodossa. Rispetto al 2003 sono passati da 87.680 a 135.500. Calano gli stranieri di fede cattolica che rappresentano il 27.5% degli stranieri residenti nel Lazio. Stabili i musulmani che rappresentano il 17.5% della popolazione straniera residente nel Lazio.

ROMA LABORATORIO – «Dal 2000 Roma avrebbe dovuto accentuare molto di più il laboratorio della convivenza», ha commentato Franco Pittau, della Caritas di Roma, a margine della presentazione del dossier statistico sull’immigrazione 2009 MiCaritas grantes. Nella Provincia di Roma i residenti stranieri alla fine del 2008 sono 366.360, su una popolazione laziale di 450.151, rispetto al 2007 c’è stato un incremento del 13,8%. «Roma per sua natura è il laboratorio più avanzato della convivenza interculturale, – ha aggiunto – ma dobbiamo ammettere che ci vorrebbe più attenzione, si dovrebbe andare più in profondità». Alla presentazione del dossier anche Vittorio Nozza, del comitato di presidenza della Caritas Italiana che nel corso del suo intervento ha sottolineato l’esigenza di una «convivenza corresponsabile, – ha detto – giusta, fraterna e solidale. Serve una visione equilibrata della realtà. Gli immigrati si aspettano un’accoglienza dal volto umano e di diventare presto cittadini italiani». «Gli immigrati – ha aggiunto monsignor Bruno Schettino, presidente della Commissione Episcopale Migrazioni e Migrantes – sono un fattore di equilibrio e di speranza. Il pacchetto sicurezza – con la sua insistenza ha rafforzato il malinteso che sia scontato equiparare gli immigrati ai delinquenti, poco invece si è parlato del pacchetto integrazione. Senza integrazione non c’è politica migratoria».

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Orizzonti: Immigrati, obiettivo convivenza

29 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

Presentato il Dossier Statistico Immigrazione di Caritas/Migrantes. Cresce la presenza di stranieri nelle provincie del Lazio, come Latina e Viterbo. Nella nostra regione uno studente su 13 non è italiano di Vincenzo De Lutio. Cala l’attrazione per il centro Italia e gli immigrati, richiamati dalle sirene del lavoro, si spingono a nord. Il Lazio registra infatti 450.151 stranieri, con una incidenza del 11,6% a livello nazionale: la metà delle presenze rispetto alla Lombardia (904.814). S’innalza l’età media (32,9 anni), diminuiscono i minori (appena il 19,1% degli stranieri e tre punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale), mentre rimane forte la presenza femminile (53,4%). Questo in sintesi il quadro della nostra regione illustrato nell’ultimo Dossier Statistico Immigrazione, a cura della Caritas e Migrantes. Si tratta del XIX rapporto dove viene analizzato l’andamento dei flussi stranieri a livello nazionale e regionale. Con 366.360 presenze Roma continua a essere un principale polo d’insediamento ma non è più considerato un punto di arrivo. I nuovi immigrati, infatti, sembrano preferire gli altri centri urbani medio-piccoli del Lazio. Salgono così gli straneri a Latina (30892, +30,2%), a Viterbo (23.843, +16,9%), Frosinone (19.144, +15%). Vengono soprattutto dalla Romania (158.509 presenze), seguiti a notevole distanza da filippini (27.819) e polacchi (22.766). Cambia leggermente lo scenario sul fronte religioso. In cinque anni gli ortodossi sono passati dal 26,5% al 34,7%, mentre si registra un calo dei cattolici: dal 32,1% al 27,5%. Stabile invece la presenza musulmana. «Bisogna inquadrare gli immigrati come regolari e non come clandestini – ha sottolineato Franco Pittau, coordinatore del Dossier – come lavoratori e non come delinquenti, come cittadini e non come stranieri. La vera emergenza è il catastrofismo migratorio e l’incapacità di progettare una seria integrazione che prepari allo scenario di metà secolo: 12 milioni di immigrati». E se l’immigrazione avanza e guarda al nord Italia, le prospettive di lavoro nel Lazio, però, non mancano. Anzi. La situazione è buona, con un aumento di lavoratori stranieri del 7,7% rispetto ad una media nazionale del 7,3%. Una crescita ancora più evidente se rapportata ai dati del 2000: da 96.384 occupati ai 284.147 attuali (+194,8%). Ed è Roma a far la parte del leone con il 18,3% degli stranieri che lavora nell’informatica e nei servizi alle imprese, il 12% negli alberghi e ristoranti e il 10,3% nel commercio. Nonostante la crisi, gli immigrati prendono coraggio e continuano ad avviare aziende in proprio. Portando il Lazio, con ben 19.888 imprese (commercio, costruzioni e servizi), al quinto posto della classifica nazionale. Notevoli infine anche le “rimesse” inviate dagli stranieri nei Paesi d’origine: 1,7 miliardi di euro. L’occupazione, però, non sorride alle donne (meno del 40% quelle impiegate) e spesso sono costrette al lavoro irregolare. «Ho frequentato molto l’Africa, constatato di persona la povertà della gente e capisco perché vengono qui – ha detto monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, facendo appello all’accoglienza –. Bisogna abituarsi maggiormente alla convivenza con gli immigrati. Roma non è più violenta di Londra o Parigi e forse si enfatizzano troppo certi episodi, creando un clima di paura. Le esigenze dell’ordine pubblico però se non verranno vivificate dagli obiettivi di integrazione, porteranno ad un doloroso fallimento. Oltre che curare le ferite, serve prevedere e intervenire per il futuro». Un futuro che può essere rappresentato proprio dai minori stranieri e dalla loro scolarizzazione. Il Lazio conta, infatti, 61.549 studenti stranieri (il 7,5% di tutta la popolazione studentesca): ossia uno studente su 13 non è italiano. E sono ben 17.879 gli alunni stranieri nati in Italia; in pratica, uno su tre. Gli iscritti però sono in calo: 4mila rispetto agli 8mila dell’anno scolastico 2006/2007. «Gli immigrati non sono soltanto numeri da leggere – ha precisato Geneviève Magaping, italo-camerunense, docente di Antropologia culturale – ma un’umanità da comprendere nella loro unicità per l’apporto che offrono. Nella totale disperazione la peggior morte non è solo quella fisica ma quella sociale».

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DAL DOSSIER DELLA CARITAS I RISULTATI DEL BOOM IMMIGRAZIONE. E LA CEI INTERVIENE PER INTEGRARE

28 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

IMMIGRAZIONE – Nonostante lo scenario di crisi economica che si è affermato alla fine del 2008, l’immigrazione non ha smesso di crescere in Italia dove, alla fine dello scorso anno, risultavano residenti oltre 4 milioni di immigrati stranieri. È quanto emerge dal XIX rapporto sull’immigrazione della Caritas presentato oggi a Roma. “I cittadini stranieri residenti sono risultati 3.891.295 alla fine del 2008, ma si arriva a circa 4.330.000 includendo anche le presenze regolari non ancora registrate in anagrafe”, dice la Caritas. Se si considerano poi le regolarizzazioni del settembre scorso nel solo settore della collaborazione familiare, che ha coinvolto quasi 300.000 persone, l’Italia oltrepassa abbondantemente i 4,5 milioni di presenze. Il 2008, secondo la Caritas, è stato il primo anno in cui l’Italia, per incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione, si è collocata al di sopra della media europea con il 6,5%, superando la Gran Bretagna che è al 6,3%.Quanto a presenze di immigrati, l’Italia è sulla scia della Spagna – che ne conta oltre 5 milioni – e non tanto distante dalla Germania (circa 7 milioni).

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http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=2931

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IMMIGRATI: AZUNI (SL), FINALMENTE SI PARLA DELLA RICCHEZZA CHE PRODUCONO

28 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

”Mi congratulo con gli interventi di stamani durante la presentazione del Dossier statistico 2009 Caritas-Migrantes. Finalmente si e’ sentito parlare di integrazione e di dati reali sulla ricchezza prodotta dagli immigrati. I dati forniti dimostrano quanto il paese sia culturalmente indietro e quanto sia miope la politica attuale nell’affrontare la questione degli immigrati in termini di sicurezza e non di integrazione e accoglienza”. Lo dichiara Maria Gemma Azuni di Sinistra e Liberta’ (Gruppo Misto).

”La ricchezza non solo culturale – continua – ma anche economica di cui sono portatori gli immigrati non viene ridistribuita e riconosciuta. Danno piu’ di quanto ricevono. A fronte di una spesa dello Stato pari a circa il 2,5% le entrate derivanti dalle loro attivita’ sono il 5%, esattamente il doppio. Occorre un salto di qualita’ nell’approccio alle problematiche relative agli immigrati e Roma da questo punto di vista rappresenta un laboratorio per il numero di presenze regolari di immigrati e per il numero di alunni non italiani presenti nelle scuole”.

”Bisogna investire sull’integrazione e sull’accoglienza sia a livello locale che nazionale intervenendo a livello legislativo sul riconoscimento del diritto di cittadinanza .Questo processo di immigrazione di massa e’ inarrestabile, come in altri momenti storici, perche’ come dice Genevie’ve Makaping – conclude – la morte sociale nei paesi poveri del mondo fa piu’ stragi delle morti carnali nel Mediterraneo”.

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IMMIGRATI: CARITAS, ORA SERVE ACCORDO SERIO PER SOCCORSI IN MARE

27 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

”Abbiamo appreso con favore l’impegno del nostro Paese di aver permesso l’arrivo in Italia di un barcone che per alcuni giorni vagava in mare in tempesta, scortato da una petroliera italiana che in qualche modo ha dato prova di come il soccorso in mare non sia una opzione ma un dovere di tutti a partire dalle forze navali dei diversi Paesi che diversamente hanno dimostrato una sorte di disinteresse”. Cosi’ Olivero Forti, responsabile del settore Caritas per l’Immigrazione, parla al Servizio di Informazione Religiosa della Cei del barcone pieno di circa 300 immigrati che per tre giorni ha vagato in mare aperto. Ieri il barcone, soccorso da mezzi italiani, ha raggiunto Pozzallo (Ragusa). La situazione di questi giorni, aggiunge Forti, ”rimette sul piatto un problema che pone all’attenzione dell’opinione pubblica la necessita’ di dare effettivita’ ad un diritto internazionale che impone a chiunque di intervenire tempestivamente per i soggetti in difficolta’. Ancor di piu’ la questione si fa urgente e va affrontata in maniera seria affinche’ non ci si ritrovi tra qualche giorno o settimana nelle stesse condizioni in cui qualcuno, pur sapendo quello che sta succedendo non interviene sperando che lo facciano altri all’ultimo momento”.
”Questa volta – aggiunge il responsabile Caritas per l’immigrazione in Italia – l’ha fatto l’Italia” ma occorre ”tentare un accordo in quest’area interessata da questi flussi, che possa andare nell’interesse di persone che rischiano la morte per raggiungere le coste europee sfidando, come e’ successo anche in questi giorni, condizioni meteo proibitive e in cui rimandare il soccorso potrebbe causare la morte”. Da qui la richiesta di un intervento ‘’serio” che ”non e’ piu’ rinviabile come quello del soccorso in mare di uomini, donne e bambini che si trovano in evidente stato di difficolta”’.

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I PAPABOYS SFIDANO L’ILLEGALITA’: SCATTA LA DUE GIORNI IN CAMPANIA DEI GIOVANI DEL PAPA

26 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

CAMPANIA – Si alza forte la voce dei giovani della Campania dell’Associazione Nazionale Papaboys: il 24 e il 25 ottobre si terrà la seconda edizione della Festa Nazionale della Legalità a Teggiano. “Dal rosso sangue al rosso pomodoro… la legalità cambia la percezione dei colori”. È il titolo della manifestazione promossa dalla Associazione Nazionale Papaboys sede regionale della Campania. La cerimonia di consegna del Premio Legalità sarà l’atto conclusivo di questo evento, nel corso della quale saranno assegnati i riconoscimenti a Paolo Borsellino e a Franco Roberti. La manifestazione gode del riconoscimento del Presidente della Repubblica ed è patrocinata dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei Deputati, dalla Regione Campania, dalla Comunità Montana Vallo di Diano e dal Comune di Teggiano. La II Festa della Legalità avrà inizio sabato 24 alle ore 10,30 presso la palestra dell’Istituto “Pomponio Leto” di Teggiano con un incontro sul tema “Legalità è giovane”, in cui gli alunni delle scuole di Teggiano accoglieranno don Luigi Merola, ex parroco di Forcella, attuale Referente per la Legalità presso il Ministero Ricerca e Istruzione. A lui il compito di relazionare sul risultato del questionario “Educhiamo alla legalità” che l’associazione Papaboys, grazie alla collaborazione della docente Elisabetta D’Elia ha somministrato ai giovani studenti. È previsto il saluto dei dirigenti scolastici Salvatore Gallo e Giovanni Giammetti. A presentare la giornata, Daniele Venturi, presidente nazionale dell’Associazione Papaboys. Alle 17 presso la Sala Conferenza del Complesso Monumentale “SS. Pietà” di Teggiano è previsto il convegno “Il principio di legalità e le riforme dell’ordinamento processuale italiano”. Interverranno: la dott.ssa Stefania Amodeo, Gip del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere, la dott.ssa Clelia Iasevoli, ricercatrice di Diritto Processuale Penale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il dott. Daniele Padovani, Segretario dell’Ordine dei Commercialisti di Sala Consilina, e il dott. Tommaso Pellegrino, già componente della Commissione Bicamerale Antimafia. Il giornalista Francesco Antonio Grana sarà il moderatore del convegno che vale come credito formativo per i dottori commercialisti Valdianesi. Domenica 25 ottobre alle ore 18 presso il Salone della Biblioteca “Biblù” di San Marco di Teggiano è in programma la cerimonia di consegna del Premio Legalità. Interverranno: Michele Di Candia, Sindaco di Teggiano, Michele Albanese, Direttore Generale della Banca Monte Pruno, Vincenzo Roca, Questore di Salerno, Sabatino Marchione, Prefetto di Salerno, Corrado Gabriele, Assessore Regionale Istruzione e Formazione, Guglielmo Vaccaro, Componente Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, Franco Roberti, Procuratore Capo di Salerno e don Luigi Merola. Ospite d’onore Salvatore Borsellino.

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