“POSSANO GLI AFRICANI VIVERE RICONCILIATI NELLA PACE E NELLA GIUSTIZIA!” L’AUGURIO DI BENEDETTO XVI

BENIN – “Possano gli africani vivere riconciliati nella pace e nella giustizia!”: con questo auspicio il Papa ha concluso ieri il suo viaggio apostolico in Benin. Tre giorni intensi, caratterizzati dall’accoglienza straordinaria del popolo beninese. La cerimonia di congedo, ieri pomeriggio, all’aeroporto internazionale “Cardinale Bernardin Gantin” di Cotonou. Tra gli applausi della folla festante che ha accompagnato costantemente con preghiere, canti e balli questo viaggio apostolico in Benin, il Papa ha lasciato il Paese non senza ricambiare il calore che ha contraddistinto questo pellegrinaggio di tre giorni:

“Mon voyage apostolique en terre africaine s’achève. …
Il mio viaggio apostolico in terra africana volge al termine. Sono riconoscente a Dio per questi giorni trascorsi con voi nella gioia e nella cordialità“.

http://www.papaboys.it/news/read.asp?id=5266

DALLA UE UN PORTALE PER I CITTADINI DEI PAESI TERZI CHE INTENDONO LAVORARE E VIVERE NELL’EUROPA A 27

Un portale per gli immigrati che intendono vivere e lavorare in Europa: lo ha presentato la Commissaria  europea aglii Affari Interni, Cecilia Malmstrom, oggi a Bruxelles.

Il portale contiene e conterrà tutte le notizie ed informazioni che servono a dare vita al principio della “mobilità” dei cittadini. Quind sarà facile acquisire informazioni sul permesso di soggiorno, la tutela dei diritti di lavoratore, dei cittadini, i ricongiungimenti familiari…
L’obiettivo che il portale intende raggiungere è migliorare la comunicazione in modo da minimizzare le incomprensioni e la burocrazia nel processo di integrazione, anche perchè nei prossimi 2-3 anni l’Unione europea avrà bisogno di circa due milioni di persone nel settore della sanità, dottori e infermieri” ha fatto presente la Commissaria e dunque bisognerà rafforzare la cooperazione con gli Stati extra Ue.  Ciò servirà a potenziare i rapporti con gli Stati extra Unione per trovare reciproci benefici grazie alla mobilità dei cittadini.

Confcommercio: valorizzare il capitale umano degli immigrati per rilanciare il Paese.

Uscire dalla crisi valorizzando il capitale umano degli immigrati. È quanto chiede la Confcommercio che considera l’integrazione degli immigrati come uno dei fattori decisivi per il futuro del Paese.
Il dossier del Centro studi Confcommercio è stato presentato venerdì scorso a Venezia nell’ambito del forum dei giovani imprenditori dell’associazione.
L’Italia cresce poco, dice lo studio Confcommercio, cresce meno degli altri Paesi del Mediterraneo e della zona euro. Inoltre occorre predisporre politiche per l’immigrazione più efficaci. I Paesi che vogliono valorizzare questo capitale umano (quello degli immigrati), nota lo studio, devono predisporre oggi politiche oculate per il governo dell’immigrazione secondo schemi efficienti d’incentivazione.
Per l’Italia, caratterizzata da bassa natalità, è un punto sul quale si decide il futuro. Per il Mezzogiorno d’Italia, che patisce ancor oggi flussi migratori in uscita, è questione dirimente tra sviluppo e marginalizzazione. La ricchezza attrae popolazione, spiega ancora il dossier Confcommercio, la popolazione genera crescita. “Il nostro Paese – si legge – sembra fuori da questo circuito oppure non sembra riuscire a sfruttarlo nel senso di creare maggior benessere per migranti e autoctoni. È un difetto dal quale urge emendarsi”.

Viminale, on line guida su cittadinanza

(Adnkronos) – Dal web un aiuto agli immigrati. E’ on line, sul sito del ministero dell’Interno, la guida aggiornata sulla cittadinanza. Attraverso un sistema di comunicazione integrato, gli stranieri che hanno presentato domanda di cittadinanza italiana possono consultare in tempo reale lo stato di avanzamento della propria pratica, accedendo a una banca dati costantemente aggiornata. Il servizio, attivo dal luglio 2010, e’ realizzato dal Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione.

Immigrati in Alta Val di Cecina: una ricchezza

Gli immigrati sono circa l’8,7% della popolazione residente in Alta Val di Cecina, con una distribuzione per fasce d’età tale che circa l’80% degli stranieri rientra tra la popolazione attiva. Secondo i dati demografici ISTAT (aggiornati al 1 gennaio 2011) i Comuni in cui è più alta la percentuale di popolazione straniera sono Castelnuovo (17%, pari a 400 persone su un totale di 2341) e Monteverdi (13,9%, cioè 109 residenti su 784). Seguono Pomarance col 9,1% (546 residenti su 6054), Montecatini con l’8,5% (160 su 1883) e Volterra col 6,5% (720 residenti su 11077).

Dietro le fredde cifre ci sono centinaia di storie diverse, di persone e comunità arrivate in periodi e con modalità diverse su un territorio di cui, in parte, riflettono le caratteristiche.

Da un lato, infatti, l’immigrazione sul territorio dell’Alta Val di Cecina si caratterizza per una notevole componente stabile, consolidatasi fin dall’inizio degli anni Novanta anche attraverso ricongiungimenti, che hanno portato all’insediamento di nuclei familiari stabili, soprattutto nei Comuni di Pomarance e Castelnuovo, dove – ad esempio – sono numerosi i figli di immigrati iscritti agli istituti scolastici. Dall’altro è notevole la presenza di una componente femminile numerosa e impegnata nel lavoro di cura, in una realtà territoriale caratterizzata da una popolazione anziana molto numerosa. Le cosiddette badanti costituiscono una buona parte degli stranieri, ad esempio, nel Comune di Montecatini Val di Cecina, dove le donne straniere sono 92 (gli uomini 68). Le Repubbliche dell’ex Unione Sovietica, la Bulgaria e la Polonia sono i territori di provenienza più frequenti.

Non mancano poi gli immigrati provenienti da Paesi ricchi che magari hanno deciso di trasferirsi nei luoghi in cui abitualmente venivano in vacanza, per trascorrervi la pensione ma anche per avviare attività principalmente nel settore agricolo o turistico/ricettivo. Si spiegano così i dati relativi ai cittadini tedeschi, svizzeri e austriaci che hanno fatto dell’Alta val di Cecina la loro casa.

Le comunità più numerose provengono dal Marocco e dall’Albania, ma notevole è anche la presenza di cittadini dell’est europeo, come Macedonia, Serbia, Kosovo, impegnati principalmente nell’edilizia, in aziende di servizi e manutenzioni e nella selvicoltura, in particolare per quanto riguarda il taglio del bosco.

Il fatto che circa l’80% della popolazione migrante rientri nella fascia attiva, quella cioè compresa tra i 16 e i 64 anni di età e quindi considerata in grado di lavorare, permette certamente di dire che i residenti stranieri contribuiscono a mantenere giovane la popolazione del territorio.

Per far fronte alle necessità di questi gruppi di popolazione e per favorire l’integrazione, non sempre semplice, con le comunità locali, le amministrazioni della zona, attraverso la Società della Salute, hanno attivato negli anni una serie di servizi, tra cui attività di formazione e aggiornamento per le assistenti familiari e gli sportelli informativi, che hanno visto un aumento costante di richieste e i servizi di mediazione linguistica e culturale sia presso i distretti sanitari che presso le scuole in cui si rilevano bisogni specifici.

Ilaria Buselli

A LONDRA UNA MOSTRA FOTOGRAFICA RACCONTA L’IMMIGRAZIONE

L’immigrazione di ieri e di oggi raccontata per immagini. Inaugurata presso la mostra fotografica “Italiani a Londra”, organizzata dal nostro consolato generale insieme all’Associazione Italians of London.
L’esposizione, ospitata nei locali dell’Istituto italiano di cultura, e’ stata inserita nel calendario delle iniziative per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia, e documenta, attraverso un percorso fotografico, la storia dell’immigrazione italiana negli ultimi due secoli. Fondamentale l’apporto degli archivi del Camden Local Studies and Archives Center, della Holborn Library e del Mazzini-Garibaldi Club, oltre al Museo nazionale dell’emigrazione (Mei). La mostra racconta anche l’immigrazione contemporanea, attraverso il supporto di fotografie, filmate e videocreazioni di giovani artisti come Alessandro Grespan. In occasione dell’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi, e’ stato proiettato il documentario “Italiani nel mondo: la storia”, realizzato dal Mei con Cinecitta’ Luce e Rai Teche.
Premiato anche il vincitore di un concorso indetto da Italians of London, con il patrocinio del consolato generale. Nella giuria, presieduta dall’ambasciatore Alain Giorgio Maria Economides, anche il console Uberto Vanni d’Architrafi e il giornalista Rai, Antonio Caprarica

TransCash: l’idea giusta per gli immigrati!

Carte TransCash TransCash Italia
  • uno strumento sicuro e facile per il nucleo familiare per gli acquisti e il controllo della spesa
  • un servizio rapido ed economico per la condivisione di denaro per i lavoratori stranieri
  • una sicura ed affidabile struttura per gli impiegati
  • un controllo di sicurezza al massimo livello per gli acquisti via Internet
  • un’alternativa ai tradizionali strumenti del circuito bancario

Il sistema TransCash si basa su una confezione di due carte ricaricabili del circuito MasterCard®, una Carta Verde ed una Carta Rossa, che possono essere acquistate nei Punti vendita TransCash (edicole, bar, tabacchi, phone-center ed altro).

Con la Carta Verde:

  • ricarichi
  • condividi gratuitamente il denaro con la Carta Rossa tramite web e telefono, o tramite SMS
  • ritiri il denaro presso i punti ATM (Bancomat) con il Marchio MasterCard
  • fai i tuoi acquisti online e presso tutti i negozi con il Marchio MasterCard
  • eviti le file e le attese
  • controlli il tuo denaro con la massima sicurezza
  • verifichi l’estratto conto

Con la Carta Rossa:

  • ricevi gratuitamente e immediatamente i fondi inviati dalla Carta Verde
  • ritiri il denaro in tutti i punti ATM (Bancomat) con il Marchio MasterCard
  • fai i tuoi acquisti online e presso tutti i negozi con il Marchio MasterCard
  • controlli il tuo denaro con la massima sicurezza

La Carta Verde TransCash può essere ricaricata:

  • nei Punti Vendita TransCash dotati di POS

La Carta Rossa TransCash può essere ricaricata:

  • esclusivamente utilizzando la disponibilità della Carta Verde

 

http://www.transcashitalia.it 

Treviso: il leghista Gentilini compie 82 anni per lui gli auguri in arabo e cinese dalle associazioni di immigrati.

Una lettera di auguri in cinese, arabo e la traduzione in dialetto veneto. È il regalo, a sorpresa, che ieri mattina è giunto all’ex sindaco-sceriffo di Treviso, Giancarlo Gentilini, da parte di 40 associazioni di immigrati della città per festeggiare il suo 82/mo compleanno.
“Noi gli auguriamo una lunga vita – ha dichiarato Abdallah Charaji, vicepresidente della Consulta regionale per gli immigrati – e ci auguriamo che avendo compiuto 82 anni possa oggi pensare al paradiso, come viene concepito dagli arabi e dai cinesi, e che sia fatalista, saggio, meno aggressivo e si dedichi di più al volontariato, e metta la sua celebrità a servizio del sociale per le persone che hanno bisogno al di là della razza e della religione”.
Il rappresentante delle associazioni ha poi spiegato il significato del biglietto. “Abbiamo anche disegnato una luna araba molto romantica e un dragone che non morde, non possiamo mandare i fiori perché da noi non si usa, da noi bastano appunto le belle parole come augurio, e poi sappiamo che lui ha un buon cuore e non è il ‘personaggio’ che appare spesso sui media, anzi è una persona molto discreta e timida”.

Bari: si ricordano i 20 anni della nave Vlora con il presidente dell’Albania, Bamir Topi, e il passeggero illustre, il ballerino Kledi Kadiu.

“Ritratti d’Al.Ba” è il titolo della mostra fotografica che verrà inaugurata ufficialmente oggi a Bari per ricordare i venti anni dall’arrivo della nave Vlora, l’8 agosto 1991, con il primo massiccio sbarco di immigrati in Italia.
Alla cerimonia, presso la Sala Murat in piazza del Ferrarese, parteciperanno il presidente dell’Albania Bamir Topi e il sindaco di Bari, Michele Emiliano. All’inaugurazione, che apre le manifestazioni organizzate in occasione del ventennale, sarà presente il ballerino Kledi Kadiu che ricorderà i giorni d’agosto del 1991 e la decisione di imbarcarsi sulla nave Vlora, spinto dalla sua grande passione per la danza (la video intervista di ImmigrazioneOggi).
Sempre nella Sala Murat, alle 19, Besa Mone e il poeta Visar Zhiti converseranno sul tema La lingua albanese, libera da barriere, incontra la poesia nel suo percorso di luce, con brani letti da Valeria Pinto e Pino Cacace.
La manifestazione sarà preceduta, alle 12.00 presso la Sala Consiliare, dalla cerimonia di consegna dell’onorificenza al valor civile riconosciuta dallo Stato albanese alla città di Bari.

Probabile nuova tragedia nel Canale di Sicilia. Un barcone con 300 persone in avaria per giorni. I superstiti parlano di decine di morti ma la Guardia costiera non conferma.

Probabile nuova tragedia del mare nel canale di Sicilia e, ancora una volta, polemica sui mancati soccorsi che investe la Nato a pochi giorni dall’ordine del giorno approvato in Senato che chiede al Governo un impegno per il maggior coinvolgimento dell’Alleanza atlantica nelle operazioni di soccorso.
Se le dimensioni del disastro potrebbero essere drammatiche, con i superstiti che parlano di decine di vittime, mentre la Guardia costiera conferma solo un cadavere, la mancata collaborazione delle navi dell’Alleanza atlantica ha già fatto intraprendere alla Farnesina una comunicazione ufficiale a Bruxelles.
La vicenda, di cui si è avuta notizia intorno alle 19.00 di ieri, è iniziata nel primo mattino quando un mercantile cipriota ha lanciato l’allarme alla sala operativa della Guardia costiera di Pantelleria per un barcone in avaria con uomini in mare, complessivamente circa 300 persone, a 90 miglia da Lampedusa in acque libiche. I soccorsi – 4 motovedette – sono partiti subito ed hanno raggiunto in naufraghi a metà pomeriggio.
Le prime testimonianze della vicenda sono giunte a Lampedusa dai racconti fatti da cinque donne, tre delle quali marocchine, arrivate in elicottero con forti sintomi di disidratazione, mentre l’attracco delle motovedette era atteso in nottata. Quasi subito dopo la partenza, come raccontano le donne ricoverate al poliambulatorio dell’isola, il motore è andato in avaria. Così per giorni e giorni la barca sarebbe stata in balia delle onde in acque libiche.
Sono state le stesse profughe a parlare ai sanitari delle decine di morti che ci sarebbero stati a bordo e gettati in acqua perché morti di fame e stenti. Una versione non confermata dal tenente di vascello Antonio Morana, comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, che ha coordinato i soccorsi. Morana ha spiegato ai giornalisti che “sul barcone abbiamo trovato un solo cadavere che abbiamo trasbordato su una delle nostre motovedette, mentre in mare non abbiamo, invece, notato corpi galleggianti, ma solo degli indumenti appartenuti ai profughi”.
Secondo “fonti qualificate” riportate dall’Ansa, prima di inviare le motovedette della Guardia costiera da Lampedusa in acque libiche, l’Italia avrebbe chiesto ad un’unità della Nato che si trovava in zona di soccorrere il barcone con circa 300 persone alla deriva, non ricevendo però risposte positive.
A questo proposito, il ministro Roberto Maroni avrebbe telefonato ai colleghi della Difesa Ignazio La Russa e degli Esteri Franco Frattini chiedendo loro di sollecitare un intervento presso la Nato.
La vicenda, se verificata, getta di nuovo una pessima luce sulle unità militari in materia di soccorsi, dopo le polemiche del maggio scorso quando una denuncia simile venne riportata dal quotidiano londinese Guardian.
Nella tarda serata di ieri, fonti del Ministero degli esteri, informavano anche che la Farnesina “sta verificando con la Nato a Bruxelles la notizia che un’unità militare dell’Alleanza atlantica non avrebbe soccorso nel Mediterraneo un barcone di circa 20 metri, proveniente dalla Libia con oltre trecento persone a bordo”.
Proprio sul ruolo della Nato ricordiamo che, due giorni fa, durante il voto per la conversione del “decreto espulsioni”, il Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo “ad esigere in tutte le competenti sedi internazionali, a partire dal Consiglio dell’Atlantico del Nord, che alle forze aeronavali attualmente impegnate nell’operazione Unified Protector, avviata in nome dell’esigenza di proteggere le popolazioni civili dalla violenza, siano assegnati compiti anche nel campo della prevenzione dei flussi migratori non controllati diretti dal Maghreb verso l’Europa, che potrebbero nascondere infiltrazioni di organizzazioni criminali e traffici di esseri umani, ed in quello della prestazione dei necessari soccorsi ai natanti che risultassero in difficoltà”.