L’idea non è nuova, ma interessante. Il primo maggio 2006, un ampio movimento di boicottaggio economico fu lanciato in Usa dalle popolazioni d’origine ispanica. Principio semplice: non lavorare, non andare a scuola, non comprare né vendere alcunché per 24 ore. Obiettivo? Dimostrare l’importanza dell’immigrazione nell’economia nazionale. Risultato: fabbriche costrette a interrompere temporaneamente la loro produzione mentre a Los Angeles sfilavano due milioni di immigrati. E’ questa “giornata senza immigrati” che Nadia Lamarkbi vuole riprodurre in Francia con il sostegno di un collettivo, un sito internet e un blog. In poco tempo “le 24 ore senza immigrati” hanno riunito 5.000 membri su Facebook e sono sorti dieci comitati locali. L’appuntamento è per il primo marzo 2010.
FRANCIA – Appello: l’economia senza immigrati per un giorno
25 Novembre 2009 · Lascia un Commento
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Prima conferenza regionale sull’immigrazione
25 Novembre 2009 · Lascia un Commento
Due giorni in cui si parlerà di immigrazione, diritti, accoglienza ed integrazione. A Cosenza – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale – martedì 1 e mercoledì 2 dicembre, si terrà ”Migranti’ la prima conferenza regionale sull’immigrazione, promossa dalla Regione Calabria che conferma il suo impegno a favore di una gestione solidale, lungimirante e produttiva del fenomeno migratorio. Il Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia e la Casa delle Culture ospiteranno l’iniziativa, fortemente voluta dal Presidente della Regione, Agazio Loiero, e dall’Assessore alle Politiche sociali, Mario Maiolo. L’iniziativa sarà presentata ufficialmente lunedì 30 Novembre alle ore 12, nella Casa delle Culture a Cosenza, nel corso di una conferenza stampa.
Nei due giorni di incontri si parlerà di prospettive dell’immigrazione, della situazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo, di mediazione culturale e processi d’integrazione, con interventi e dibattiti che vedranno protagonisti amministratori, operatori sociali, esperti, rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa e delle forze sociali. Previsti, fra gli altri, gli interventi del Presidente della Regione, Agazio Loiero, dell’Assessore alle Politiche sociali Mario Maiolo e del Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Al centro della discussione, ovviamente, la legge regionale in materia di richiedenti asilo e rifugiati che ha suscitato l’attenzione e l’apprezzamento delle istituzioni nazionali e internazionali per la modernità e la capacità di fondere l’anima solidaristica con una gestione pragmatica e positiva del fenomeno. ”Un’iniziativa importante – ha dichiarato l’Assessore Maiolo – che testimonia l’attenzione speciale da parte della Regione nei confronti di un tema cruciale per il nostro presente e per il futuro. Questi due giorni serviranno a fare il punto sullo stato delle cose in Calabria, che in tema di immigrazione si è dotata di una legge davvero lungimirante, ed a discutere di ciò che ancora si può e si deve fare’.
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Nasce un’agenzia regionale per l’immigrazione
23 Novembre 2009 · Lascia un Commento
Un’Agenzia regionale per l’immigrazione riconosciuta a livello europeo che coordini i flussi migratori e fornisca assistenza e formazione ai migranti presenti sul territorio. L’organismo, che dovrebbe aver sede nell’ex ospedale Santa Caterina di Monreale, è stato presentato oggi, a palazzo dei Normanni, dall’on. Salvino Caputo (Pdl), intervenuto al seminario “Diritto delle minoranze ed il fenomeno dell’immigrazione”, organizzato dall’associazione “Suggestioni mediterranee”. Con il patrocinio del Senato. L’agenzia regionale si muoverà sugli stessi binari dell’agenzia nazionale per l’immigrazione onlus che ha già istituito dei centri servizi per l’immigrazione a Roma e in altre città d’Italia. “Quindici giorni fa – afferma Caputo – ho presentato alla commissione competente un disegno di legge per istituire un’agenzia regionale per l’immigrazione che avrà sede a Monreale”. “Il disegno di legge – aggiunge il vice presidente del consiglio regionale del Lazio, Bruno Prestagiovanni – riprende un altro Ddl simile presentato nel Lazio, nel febbraio 2008. L’obiettivo è di creare una rete di agenzie regionali che diano assistenza e formazione agli immigrati. Una struttura che guarderà ai diritti umani e alla persona. Non ci potrà essere integrazione – conclude – se in futuro non ci sarà possibilità di dialogo e il dialogo passa attraverso le conoscenze linguistiche, degli elementi base della nostra Costituzione e della formazione degli immigrati”.
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Caritas: anche in Valle d’Aosta gli immigrati presenza stabile
23 Novembre 2009 · Lascia un Commento
“Sono ancora molto scarse le relazioni e gli incontri che abbiamo con le persone straniere e di conseguenza la conoscenza diretta, e non mediata dai giornali e dalle tv, che abbiamo delle loro tradizioni e culture”. Con queste considerazioni di Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta e Presidente della Caritas diocesana si è aperta ieri, mercoledì 28 ottobre, la presentazione Dossier Immigrazione 2009 curato da Caritas e Migrantes. L’indagine fotografa l’andamento del fenomeno dell’immigrazione in Italia e nelle singole regioni. Il capitolo dedicato alla Valle d’Aosta, curato da William Bonapace, docente di Relazioni Interculturali presso l’ateneo valdostano, evidenzia la capacità attrattiva della Regione nei confronti delle persone immigrate. Sono, infatti, 7.509 gli stranieri regolari residenti o soggiornanti in Valle d’Aosta alla fine del 2008 con incidenza del 6% sulla popolazione locale ed una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Il 53,5% di questi sono donne. Ma il dato che colpisce più di tutti è l’andamento del fenomeno: tra il 2000 e il 2008 l’incremento della popolazione straniera in Valle d’Aosta è stato di oltre il 200%, con “un accelerazione che corrisponde alla tendenza osservata anche a livello nazionale”. Secondo ciò che si legge nel dossier “la popolazione straniera riequilibra la struttura per età della popolazione autoctona in favore delle classi più giovani”. In parole semplici gli stranieri – con un età media di 30,9 anni contro la media dei residenti italiani di 43,8 – contribuiscono a rendere la popolazione della Valle d’Aosta più giovane. Ciò si spiega anche con il fatto che le donne straniere fanno più figli: il tasso di natalità pari al 10,2% che è uno dei più alti d’Italia e nel 2008 il 15,3% dei nuovi nati al Beauregard hanno almeno un genitore straniero. Il paese di provenienza più rappresentato è il Marocco con il 40 % del totale degli immigrati, seguono Romania (26%), Albania (16%) e Tunisia (10%). A dispetto dei pregiudizi più comuni, gli stranieri, in Italia come nella nostra Regione, sono fortemente attivi nel mercato del lavoro con un tasso di occupazione che si attesta intorno al 67,9% al di sopra della media del Nord Ovest (66,2%). Gli stranieri in Valle d’Aosta sono impiegati per lo più nel settore dei servizi (60%), e in particolare nel comparto alberghiero e della ristorazione, nel settore industriale all’interno del quale è compreso il comparto delle costruzioni (29,3%) e, infine, nel settore agricolo (8,8%). La stabilizzazione del fenomeno migratorio ha effetti importanti anche sulla presenza di minori nella scuola. Sono 1.276, alla fine del 2008, gli alunni stranieri in Valle ed incidono per il 7,3% sulla popolazione scolastica della regione.
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Immigrazione: Fini, dare identita’
21 Novembre 2009 · Lascia un Commento
‘Non si puo’ condannare una persona a non avere una identita”. Lo ha detto Fini riferendosi ai diritti degli immigrati.’Sono necessarie politiche di lunga durata oltre a quelle che mirano a garantire la legalita”.’Spero che sull’ipotesi di una sorta di ‘ius solis’ temperato, per un arco di tempo di un intero ciclo scolastico, si riesca a ragionare senza anatemi’, si e’ augurato Fini. Perche’ ‘una battuta liquidatoria,’si’ lasciamoli a casa loro’, non risolve il problema’.
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POL – Immigrazione, Fini spiega perché “straniero non è delinquente”
21 Novembre 2009 · Lascia un Commento
Roma, – “Sia quelli di destra che quelli di sinistra, se vengono qui e parlano con voi, capiscono la realtà dell’immigrazione. Se parlano di voi da un salotto, senza avervi mai incontrati, non capiranno, ma comunque saranno loro in torto e non voi”. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha smesso i panni tipicamente istituzionali, indossando jeans e camicia, per guardare più da vicino la realtà degli immigrati. Questa mattina ha visitato il centro diurno “Seminà” di Tor Pignattara (Roma), che ospita l’associazione “Nessun paese è lontano”, ente che lavora per l’integrazione degli stranieri in Italia. Il gruppo che si è intrattenuto con lui per più di un’ora era formato da circa cinquanta bambini e ragazzi tra gli 8 e i 19 anni, per la maggior parte cinesi e bengalesi, ma anche afgani, iracheni ed est-europei. Fini si è messo a loro disposizione per un dibattito che ha toccato varie tematiche. “Voglio sapere da dove venite – ha detto loro -, se c’è qualcuno che vi fa pesare il fatto che i vostri genitori non sono italiani, se c’è qualche stronzo che vi dice qualche parola di troppo”. Osservando i sorrisi suscitati tra i bambini, ha aggiunto: “Se qualcuno dice che siete diversi, la parolaccia se la merita. Voi pensatela e io la dico”. Senza mezzi termini la sua critica verso la stampa: “Se un romeno o un eritreo scippa una signora italiana il titolo è ‘Romeno scippa’: è un modo scorretto, superfluo e impreciso di informare”. Con ciò l’ex esponente di An si riferisce ai continui riferimenti “etnici” dei media, a causa dei quali “si può diffondere – dice – tra i cittadini l’equazione straniero = delinquente”. Un altro tema “caldo” di cui si è discusso è quelli del crocifissi nelle aule: a questo proposito una bambina musulmana ha chiesto a Fini cosa ne pensasse, e lui ha risposto che “non danno fastidio a nessuno”, chiedendo di rimando: “A qualcuno di voi dà fastidio?”. Al coro di no che si è levato, il presidente ha espresso il suo accordo, affermando che gli hanno “dato la conferma di tante cose”. La stessa bambina che gli ha posto la domanda ha risposto: “No, finché nessuno vuole imporci una religione non ci danno fastidio”. Da qui si è parlato anche della legge sull’immigrazione del luglio 2002 nota anche come Bossi-Fini, alla quale il presidente della Camera apporterebbe alcune modifiche: “Ha funzionato bene”, dice, tuttavia “bisognerebbe allungare i tempi per permettere a chi perde un lavoro di trovarne un altro: con la crisi economica in atto, se si perde il lavoro, sei mesi per trovarne un altro sono troppo pochi. Oggi lo porterei ad almeno un anno”. Fini ha poi aggiunto che dovrebbe cambiare anche la parte relativa al rinnovo del permesso di soggiorno: “Sarebbe più agevole – dichiara – affidarlo a consolati e ambasciate, per rendere più rapido il percorso”.
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IMMIGRATI: VATICANO, TUTELARE DIRITTI DI TUTTI REGOLARI E IRREGOLARI
14 Novembre 2009 · Lascia un Commento
Citta’ del Vaticano – Dai lavori del VI Congresso mondiale sulle migrazioni svoltosi in questi giorni in Vaticano, e’ emersa ”una particolare attenzione alla dimensione ampia e articolata della nostra sollecitudine per i migranti e i rifugiati, intendendo cosi’ ribadire la prioritaria importanza della centralita’ della persona umana, tutelandone sempre la dignita’, a prescindere dal suo status giuridico, nella regolarita’ o nella irregolarita’, e promuovendo il suo sviluppo integrale. La persona, orientata a valori trascendenti, vale piu’ di tutte le strutture e le istituzioni”. E’ quanto ha detto, concludendo i lavori dell’assise sull’immigrazione promossa dalla Santa Sede, il presidente del Pontificio consiglio per le migrazioni, mons. Antonio Maria Veglio’.
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OCEANIA/AUSTRALIA – Gli immigrati, una grazia per l’Australia
14 Novembre 2009 · Lascia un Commento
Sydney – “Gli immigrati sono una grazia per l’Australia”: così si è espresso l’Arcivescovo Philip Wilason, Presidente della Conferenza Episcopale Australiana – ribaltando coraggiosamente una delle opinioni correnti che vede nell’immigrazione la causa della criminalità e del disagio sociale – davanti a una platea di oltre 100 specialisti e operatori pastorali, riuniti a Sydney nei giorni scorsi. Come la Chiesa locale comunica all’Agenzia Fides, nel meeting – che intendeva analizzare le sfide pastorali che la comunità cattolica deve affrontare davanti al fenomeno dell’immigrazione – l’Arcivescovo ha notato che “l’accresciuta diversità etnica e culturale della comunità cattolica australiana impone un ripensamento di alcune posizioni-chiave circa l’identità della Chiesa cattolica nel paese”. Mons. Wilson ha richiamato l’assemblea alle responsabilità di accogliere quanti giungono in territorio australiano in fuga da situazioni insostenibili di guerra, fame, violenza, e ha aggiunto: “Vi è una duplice sfida per la Chiesa: la prima è quella di venire incontro ai bisogni dei nuovi arrivati; la loro consistenza numerica, la diversità etnica e socio culturale metterà alla prova la genuinità del nostro impegno pastorale; la seconda tocca la graduale modifica della composizione etnica e culturale della comunità cattolica australiana”, che può giovarsi e rinnovarsi grazie al contributo e della fede giovane ed entusiasta di immigrati cattolici da paesi asiatici e latinoamericani.
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IMMIGRATI: VATICANO, CONSONANZA TRA PAPA E SCHIFANI
14 Novembre 2009 · Lascia un Commento
“Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha accolto con particolare interesse l’intervento in aula del presidente del Senato, Renato Schifani, in sintonia con l’attenzione della Chiesa al fenomeno migratorio e alle sue implicazioni etiche e culturali”. Lo afferma il presidente del dicastero vaticano, mons. Antonio Maria Veglio’, in una dichiarazione rilasciata a margine del nella sessione inaugurale del suo VI Congresso Mondiale della Pastorale per i Migranti e i Rifugiati.
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